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Tiziana Camerani

tiziana@parole-parole.it
+39 333 2308 104

 

 

Traduzione di 25 poesie di Blas de Otero

Pubblicato in: Portfolio

Ho tradotto una selezione di 25 poesie di Blas de Otero, importante poeta spagnolo della Generazione del ’36, per il catalogo della mostra “Me queda la mirada – Tribut visual a Blas de Otero” (31 agosto-22 settembre 2019), presso la Galleria d’arte contemporanea Bonaire, Alghero, nell’ambito delle “Festes del 31 de Agost” organizzate dall’Obra Cultural de l’Alguer in collaborazione con la Diputació de Barcelona, il Parco Nazionale dell’Asinara e il Parco Regionale di Porto Conte.

 

AL PRINCIPIO

Se ho perso la vita, il tempo, tutto

quello che ho gettato, come un anello, nell’acqua,

se ho perso la voce nella macchia

mi resta la parola.

 

Se ho patito la sete, la fame, tutto

quello che era mio e alla fine era nulla,

se ho falciato le ombre nel silenzio,

mi resta la parola.

 

Se ho aperto le labbra per vedere il volto

puro e terribile della mia patria,

se ho aperto le labbra le labbra fino a squarciarle,

mi resta la parola.

blas de otero

È TARDI, AMORE

Voltai la testa: eri lì. Eri sempre

stata lì ad aspettarmi.

Dietro una meravigliosa

parola, sempre.

 

Apri e chiudi, dolce, il cielo.

Come ti aspettasse, giunge l’alba.

Concedi la luce, smuovi il vento

all’imbrunire.

 

Voltai la vita: vidi che

ancora tessevi e disfacevi la tela.

In silenzio, tessevi

(è tardi, Amore, è tardi e pericoloso ormai)

e disfacevi la neve…

 

PENULTIMA PAROLA

Fra poco morirò.

Il soqquadro della mia vita

è ormai alla fine. L’anima se ne è andata,

e il corpo fra poco andrà. Lo so.

 

Ho amato la vita, ad ogni modo.

Tu sai bene che oltremodo l’ho amata.

Pur cacciato dalla vita, ancora

combatto. Lungo è il dolore e l’amore è largo.

 

Guardo i fiumi e mi commuovo,

un albero contemplo, sprofondo nei pensieri.

Il mare immenso mi appare di un ristretto

orizzonte davanti al morto che cammina.

 

Ho camminato insieme all’uomo.

Con lui ho fatto le sue aspre battaglie.

Molte le sconfitte; molte

più le conquiste senza nome.

 

Fra poco morirò.

Tutto qui è il mio bagaglio.

Quattro libri, un abito, due penne

e uno ieri consunto che ho buttato.

 

Questo è tutto. Non mi lamento.

So che ho vissuto intensamente.

(Troppo intensamente.) Davanti

sta il futuro: altro non vi lascio.